Progetti umanitari

Una rete tesa tra diritti umani, solidarietà e cultura musicale

 Per donazioni a favore di questi progetti

Associazione ImmaginArte
Banca d'appoggio: Credito Valtellinese
IBAN: IT56 I052 1610 8000 0000 0005 777

Una Primavera per...

Dal 2009 ImmaginArte è promotrice e coordinatrice, insieme ad altre realtà, del progetto Una Primavera per...

Si tratta di una rassegna musicale che coinvolge una rete di conservatori (italiani e stranieri) e i loro allievi che mettono il loro talento a disposizione di altri giovani che vivono situazioni culturalmente difficili.

Negli anni, grazie all’aiuto di tante persone, il progetto Una Primavera per… è riuscito a realizzare significativi e concreti obiettivi: le passate edizioni 2009/10/11 hanno permesso la costruzione di una scuola di musica nel Quelimane (Mozambico); quelle del 2012/13 di contribuire alla formazione musicale dei giovani alunni della scuola di musica Sainte Trinité (Haiti) attraverso borse di studio, strumenti musicali e spartiti; quelle del 2014 e 2015 di rinforzare l’attività dell’Orchestra angolana Kaposoka e di realizzare un magnifico gemellaggio che ha coinvolto gli allievi del suo Conservatorio e i giovani strumentisti angolani in una meravigliosa collaborazione musicale; quella del 2016 è stata dedicata alla Cape Traditional Singers and Brass Band del sobborgo di Mitchell’s Plain a Cape Town in Sudafrica.

Anche la decima edizione (2018) è dedicata alla Cape Traditional Singers and Brass Band del sobborgo di Mitchell’s Plain a Cape Town in Sudafrica in cui almeno la metà della popolazione vive in una situazione di forte indigenza e circa 12 milioni vivono in estrema povertà.
Il sobborgo è degenerato in ghetti urbani con criminalità e uso di droga, malattie, disoccupazione e una popolazione che lotta quotidianamente per la sopravvivenza: in questi luoghi i bambini e i giovani diventano facili “vittime” di bande criminali che sono sempre pronte a “reclutare” nuovi elementi.
La Cape Traditional Singers and Brass Band è stata un modo che la comunità ha trovato per tenere i bambini e i giovani sulla retta via, per toglierli dalle strade, per dare loro un riferimento di vita e principi di dignità, umanità, rispetto, onestà e, soprattutto, speranza di una sana alternativa.
Il “club-house” di Mitchell’s Plain diventa così un posto sicuro, dove ai membri viene insegnato a cantare, suonare degli strumenti ma viene data loro anche assistenza e pasti… un luogo dove possono ricominciare a sognare.

Si ringraziano i partner di progetto
MusicFor Onlus, Tennis for Africa Onlus e Fondazione Cattaneo
I Conservatori A. Vivaldi di Alessandria, N. Paganini di Genova, G. Nicolini di Piacenza, S. Cecilia di Roma, G. Briccialdi di Terni e G. Verdi di Torino
Le Regioni Liguria e Piemonte

I Comuni di Alessandria, Genova e Torino

Una Primavera per ...
Edizioni precedenti

Programma della rassegna
Una Primavera per ... 2018

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Il progetto musicale educativo tra prevenzione del disagio ed eccellenza
Orchestra "Iqbal Masih" 

Da gennaio 2015 a giugno 2016 è stato fatto il “Progetto musicale educativo tra prevenzione del disagio ed eccellenza - orchestra Iqbal Masih”, portato avanti dall’Associazione ImmaginArte in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Statale Iqbal Masih di Malnate, la Società Cooperativa Onlus Educational Team, il Sistema Orchestre e Cori Giovanili e Infantili - Lombardia e i Music Lion Lombardia.
Strumenti musicali, insegnanti e ore d’orchestra per prevenire il disagio ma anche per promuovere le eccellenze e creare una vera comunità che faccia sentire i bambini dell’Iqbal Masih parte viva e fondamentale di un percorso educativo musicale gratuito.
Una cinquantina di bambini (violini, viole, violoncelli, contrabbassi) seguono lezioni di pratica orchestrale sotto la direzione didattica del M° Carlo Taffuri di ImmaginArte con l’obiettivo di avvicinarli subito alla musica attraverso la pratica strumentale collettiva, così da vivere attivamente il percorso musicale…

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Rete Alti Rischi - Ral
Creare una rete di centri in grado di effettuare test genetici e sensibilizzare i medici di base

A Varese nasce un nuovo progetto per la prevenzione e lo studio dei tumori ereditari: si tratta di Ral, o Rete Alti Rischi, promossa dal Centro di Senologia dell’Ospedale Circolo di Varese, con il sostegno della Provincia e dell’associazione di pazienti Caos (Centro Ascolto Operate al Seno).
Il progetto punta a costruire una rete di centri e personale specializzato sul territorio provinciale, e ha già ricevuto un sostegno tangibile: una borsa di studio di 17.000,00 euro, assegnata proprio dalla Provincia e da Caos a Ileana Carnevali, specialista di Genetica Medica che si occuperà dei test genetici sulle pazienti con rischi familiare di tumore.
I tumori familiari La provincia di Varese è tra le zone d’Italia con la più alta incidenza di carcinomi mammari. Circa 800 donne si ammalano ogni anno in questa zona, e circa 6 casi su 100 sono ereditari: si tratta di tumori molto aggressivi, che colpiscono in età più precoce di quelli normali, e per i quali è quindi fondamentale una diagnosi tempestiva. Nel reparto di Anatomia e Istologia Patologica dell’Ospedale Circolo di Varese è attivo da 15 anni un centro per lo studio dei tumori familiari, come quello della mammella o del colon, e il nuovo obbiettivo portato avanti insieme alla Asl è di estendere questo servizio a tutta la provincia di Varese, che comprende circa un milione di abitanti.
Un nuovo modello di prevenzione Con i test genetici è oggi possibile individuare dei marcatori, come le mutazioni dei geni Brca1/2, che identificano le pazienti ad alto rischio, e permettono di personalizzare l’offerta diagnostica. “Sta nascendo un nuovo modello di prevenzione, basato su screening personalizzati: diagnosi genetica, mammografia, risonanza magnetica, chirurgia esplorativa e profilattica, che vengono tarati sulle esigenze delle singole pazienti”, spiega Mariagrazia Tibiletti, genetista presso l’ospedale: questi nuovi protocolli sono in grado di abbassare sensibilmente il tasso di mortalità.
La rete Il progetto Ral punta dunque a espandere questo approccio sul territorio, formando una rete di centri in grado di effettuare i test e puntando sulla formazione del personale medico-ospedaliero e dei medici di base. “La novità è la formazione di una rete in grado di individuare tempestivamente, su tutto il territorio della provincia, le pazienti da sottoporre agli screening”, continua Tibiletti. “Al momento, l’unica regione che opera in questo modo è l’Emilia Romagna. In Italia, inoltre, non esistono dati sull’incidenza di queste patologie ereditarie, e anche in questo senso il nostro progetto potrà dare un contributo importante”.
Abolire il ticket Altro obbiettivo è di arrivare all’abolizione del ticket per le donne ad alto rischio. “Nonostante le portatrici di mutazioni del gene Brca1 abbiano un rischio maggiore dell’80% di sviluppare un carcinoma mammario entro i 70 anni, sono costrette a pagare ogni anno, per i controlli, cifre che possono superare i 500,00 euro. Per questo, insieme ad Europa Donna che ha il ruolo di coordinare le associazioni di pazienti, abbiamo intenzione di chiedere l’esenzione per queste donne”, conclude Adele Patrini, presidente di Caos.



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