Progetti umanitari conclusi

 

Il progetto musicale educativo tra prevenzione del disagio ed eccellenza
Orchestra "Iqbal Masih"
 

Da gennaio 2015 a giugno 2016 è stato realizzato il “Progetto musicale educativo tra prevenzione del disagio ed eccellenza - orchestra Iqbal Masih”, portato avanti dall’Associazione ImmaginArte APS in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Statale Iqbal Masih di Malnate, la Società Cooperativa Onlus Educational Team, il Sistema Orchestre e Cori Giovanili e Infantili - Lombardia e i Music Lion Lombardia.
Strumenti musicali, insegnanti e ore d’orchestra per prevenire il disagio ma anche per promuovere le eccellenze e creare una vera comunità che faccia sentire i bambini dell’Iqbal Masih parte viva e fondamentale di un percorso educativo musicale gratuito.
Una cinquantina di bambini (violini, viole, violoncelli, contrabbassi) seguono lezioni di pratica orchestrale sotto la direzione didattica del M° Carlo Taffuri di ImmaginArte con l’obiettivo di avvicinarli subito alla musica attraverso la pratica strumentale collettiva, così da vivere attivamente il percorso musicale…

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Rete Alti Rischi - Ral

Creare una rete di centri in grado di effettuare test genetici e sensibilizzare i medici di base

A Varese nasce un nuovo progetto per la prevenzione e lo studio dei tumori ereditari: si tratta di Ral, o Rete Alti Rischi, promossa dal Centro di Senologia dell’Ospedale Circolo di Varese, con il sostegno della Provincia e dell’associazione di pazienti Caos (Centro Ascolto Operate al Seno).
Il progetto punta a costruire una rete di centri e personale specializzato sul territorio provinciale, e ha già ricevuto un sostegno tangibile: una borsa di studio di 17.000,00 euro, assegnata proprio dalla Provincia e da Caos a Ileana Carnevali, specialista di Genetica Medica che si occuperà dei test genetici sulle pazienti con rischi familiare di tumore.
I tumori familiari La provincia di Varese è tra le zone d’Italia con la più alta incidenza di carcinomi mammari. Circa 800 donne si ammalano ogni anno in questa zona, e circa 6 casi su 100 sono ereditari: si tratta di tumori molto aggressivi, che colpiscono in età più precoce di quelli normali, e per i quali è quindi fondamentale una diagnosi tempestiva. Nel reparto di Anatomia e Istologia Patologica dell’Ospedale Circolo di Varese è attivo da 15 anni un centro per lo studio dei tumori familiari, come quello della mammella o del colon, e il nuovo obbiettivo portato avanti insieme alla Asl è di estendere questo servizio a tutta la provincia di Varese, che comprende circa un milione di abitanti.
Un nuovo modello di prevenzione Con i test genetici è oggi possibile individuare dei marcatori, come le mutazioni dei geni Brca1/2, che identificano le pazienti ad alto rischio, e permettono di personalizzare l’offerta diagnostica. “Sta nascendo un nuovo modello di prevenzione, basato su screening personalizzati: diagnosi genetica, mammografia, risonanza magnetica, chirurgia esplorativa e profilattica, che vengono tarati sulle esigenze delle singole pazienti”, spiega Mariagrazia Tibiletti, genetista presso l’ospedale: questi nuovi protocolli sono in grado di abbassare sensibilmente il tasso di mortalità.
La rete Il progetto Ral punta dunque a espandere questo approccio sul territorio, formando una rete di centri in grado di effettuare i test e puntando sulla formazione del personale medico-ospedaliero e dei medici di base. “La novità è la formazione di una rete in grado di individuare tempestivamente, su tutto il territorio della provincia, le pazienti da sottoporre agli screening”, continua Tibiletti. “Al momento, l’unica regione che opera in questo modo è l’Emilia Romagna. In Italia, inoltre, non esistono dati sull’incidenza di queste patologie ereditarie, e anche in questo senso il nostro progetto potrà dare un contributo importante”.
Abolire il ticket Altro obbiettivo è di arrivare all’abolizione del ticket per le donne ad alto rischio. “Nonostante le portatrici di mutazioni del gene Brca1 abbiano un rischio maggiore dell’80% di sviluppare un carcinoma mammario entro i 70 anni, sono costrette a pagare ogni anno, per i controlli, cifre che possono superare i 500,00 euro. Per questo, insieme ad Europa Donna che ha il ruolo di coordinare le associazioni di pazienti, abbiamo intenzione di chiedere l’esenzione per queste donne”, conclude Adele Patrini, presidente di Caos.


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